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venerdì 28 maggio 2010

A volte ritornano...


Il ritorno della ZTL Notturna è annunciato da un pudico e stringato comunicato del Comune. Quasi laconico:

Inizierà il primo finesettimana di giugno la ztl notturna. Il provvedimento di limitazione del traffico sarà in vigore dalle 23 alle 3 di giovedì, venerdì e sabato e scatterà dal 3 giugno. L’area interessata è quella che corrisponde ai settori A, B, D ed E. Quest’ultimo settore sarà esteso a San Niccolò (fino a via dei Bastioni e a piazza Ferrucci) e in Oltrarno (fino a piazza Gaddi e piazza Pier Vettori). “Questo provvedimento vuole dare una risposta alle esigenze dei residenti – spiegano il vicesindaco Dario Nardella e l’assessore alla mobilità Massimo Mattei – e non ha l’obiettivo di limitare la vita notturna”. Nei prossimi giorni verrà firmata l’ordinanza con i dettagli del provvedimento.

Tutti si aspettavano che Renzi abolisse questo provvedimento assai impopolare tra il "popolo della notte". Si legga l'interessante dibattito sul blog IoAmoFirenze (cui ho "scippato" la foto di apertura, scusa Nelli!).

Naturalmente ha buon gioco l'opposizione di destra ad ironizzare sulla cosa: ci si domanda se ritornerà anche il trenino di Cioni!

Questa ZTL che cambia forma e regole in base al giorno della settimana, all'orario, alla stagione, rischia veramente di creare confusione e basta. Non sarebbe più semplice dire che la ZTL c' è sempre, giorno e notte, feriali e festivi? Se uno ha bisogno di andare in centro per una commissione veloce (ritirare un oggetto ingombrante) può sempre chiedere un permesso di 40 minuti ai vigili (mi sono già avvalso di questa opportunità in diverse occasioni). Magari si potrebbe rendere più semplice questo tipo di richiesta.

E per il popolo della notte? Non è certo una buona idea sommergere il centro di auto che poi non sanno dove parcheggiare: si narra di cittadini letteralmente bloccati in casa da auto messe sul marciapiede rasente muro a bloccare il portone (ma si può essere più idioti?).

Soluzione? parcheggio in piazza Alberti (o in uno qualsiasi dei parcheggi di struttura sotto-utilizzati) e navette gratuite di collegamento almeno fino alle 4 del mattino. Magari il parcheggio potrebbe essere a forfait, locali convenzionati potrebbero offrirlo ai propri avventori...

Che ne dite?

venerdì 14 maggio 2010

Guidare a Marrakech invece che a Firenze


Sono tornato dalla mia breve vacanza (una settimana) a zonzo per il Marocco. "Echissenefrega", direte voi. Ok, la notizia non è che sono tornato (anche se il vulcano islandese ci ha messo del suo per evitare che ciò accadesse), ma volevo raccontare l'esperienza della guida sulle strade marocchine, paragonata alle nostre.

Diciamo che fuori dalle città si vede di tutto e di più: pedoni, biciclette, asini (nella versione con e senza carrettino), motorini, camion stracarichi (tipo il camion, con sopra un fungo di roba), grand taxi che fanno servizio da una città all'altra (vecchi Mercedes che caricano sei persone, due sul sedile del passeggero e quattro sul divano posteriore; partono quando sono pieni), etc. Nelle zone più povere le auto "nuove" in circolazione erano quasi tutte guidate da turisti. Si è visto anche qualche camper, ma tutti rigorosamente con targa francese (eccetto un decrepito Volkswagen dall'Olanda). Auto con targhe straniere pochissime (Spagna, Francia, Italia, per lo più), e sempre con volti "marocchini" alla guida. I turisti arrivano in aereo e noleggiano in loco.

In città siamo invece più vicini a quanto accade da noi. Quindi, ecco a voi...

"GUIDARE A MARRAKECH"

Guidatori tranquilli
I marocchini alla guida non sono dei pazzi spericolati; anzi, la maggior parte ha una guida calma quando non addirittura sonnacchiosa. Fanno eccezione i guidatori dei petit-taxi (simili ai nostri, ma in genere sono auto tipo Uno, che viene ancora importata dal Brasile, Peugot 205, etc.) che sono abbastanza "sprint".

Al semaforo
Curiosamente, anche i marocchini che guidano piano non tollerano aspettare ai semafori. Il tempo che intercorre fra il verde e il clacson di quello dietro è misurabile nell'ordine dei nano-secondi; in compenso il giallo è anticipato da un verde lampeggiante; al verde lampeggiante tutti rallentano e si fermano, invece di fare lo sprint come accade da noi.

Vigili e poliziotti Premetto che non ho capito la differenza (alcuni con camicia bianca e altri celeste), comunque i principali incroci sono presidiati. Generalmente da uno solo. Con dieci vigili a Marrakech si controllano dieci incroci, a Firenze cinque. Comunque sono molto presenti.

Controllo della velocità
Ho visto più telelaser in azione in una settimana in Marocco che in un anno in Italia.

Svoltare a sinistra
Gli incroci tra i viali hanno spesso una minirotonda al centro e sono regolati da semaforo. Chi svolta a sinistra lascia la rotonda alla propria sinistra (noi dovremmo lasciare il centro incrocio alla nostra destra) e aspetta di riuscire a bucare il flusso che viene in senso contrario. A volte si formano delle vere e proprie masse di auto che attendono di poter svoltare; con le due masse nelle direzioni opposte che si bloccano a vicenda. Quando la situazione sta per diventare disperata interviene il vigile e blocca un flusso di traffico per sbrogliare la matassa.

Lampeggiatori (o "indicatori di direzione")
Generalmente ne viene fatto uso (a patto che funzionino).

"Tieni la rotta"
Sulle strade a più corsie sarebbe deleterio cambiare forsennatamente corsia come facciamo noi, alla ricerca della massima efficienza. Con motorini, pedoni e biciclette si infilano dappertutto il cambio corsia è da fare con molta attenzione. La tecnica di guida migliore è fare il proprio percorso con calma, senza scatti, scarti laterali, accelerazioni o frenate improvvise; tutti si aspettano che ti comporti così e si regolano ci conseguenza.

Strisce pedonali
Ci sono, ma nemmeno i pedoni si aspettano che le auto si fermino davvero. Una volta che l'ho fatto ho rischiato di essere tamponato. Poi ho imparato.

Sosta in seconda fila
Fenomeno presente, ma non certo più che da noi.

martedì 27 aprile 2010

Turisti, andate altrove


E' molto forte la campagna lanciata a Roma da "Di traffico si muore" (Coordinamento spontaneo di ciclisti urbani e utenti leggeri della strada).

Che ne pensereste se fosse lanciata anche a Firenze? Certo, qui da noi si muore di traffico (e di inquinamento), ma il problema tocca meno i turisti rispetto a Roma.

E' lecito usare, anche se a fin di bene, un messaggio fondamentalmente autolesionista (in città in cui il turismo rappresenta una risorsa importante, quando non la principale)?

(Ringrazio I Like Bike per la segnalazione)

venerdì 16 aprile 2010

Doppio "eh!?!?!?"

Avevo notato, arrivando in ufficio, la civetta de La Nazione sul "Processo ad alta tensione" di "Carlotta". Adesso è possibile leggere on-line l'articolo.

Mi ha sempre stupito come sui giornali queste notizie vengano riassunte sotto il nome proprio della persona. Dico "Carlotta" e ho detto tutto. Mica solo La Nazione e mica solo in questo caso. Ma dico... era tua amica? era la sola "Carlotta" a giro? Capisco che lo spazio è prezioso, ma mettere il cognome (anche come forma di rispetto), no, eh?!

Andando avanti leggo che i vigili faranno un presidio davanti al tribunale. Eh? No, non è per servizio, si legge che è per " dimostrare solidarietà al collega ed esprimere dissenso nei confronti del comando della polizia municipale e dell’amministrazione comunale fiorentina che non hanno tutelato l’immagine del collega e di tutto il corpo di polizia municipale contro il linciaggio mediatico perpretato ormai da molti mesi."

Eh!? La solidarietà umana la capisco; non ho difficoltà a credere che anche il vigile "investitore" abbia difficoltà ad addormentarsi la notte... La protesta ed il dissenso li capisco meno: visto che c'è un processo in corso, non mi sembra sbagliato che le istituzioni (il Comune) si astengano dal prendere posizione.

martedì 6 aprile 2010

Ataf e parcheggio: buona idea!



Finalmente una cosa nel verso giusto per chi deve fare una commissione in centro e vuole usare l'auto: lascio il mezzo in un parcheggio di struttura e prendo il bus senza pagare. A patto di riuscire a tornare entro 90 minuti.

Non male. Di positivo, sicuramente, c'è che spingo la gente ad usare il mezzo pubblico ed "allontano" l'equazione che "accessibilità del centro" sia uguale ad "arrivare in centro in auto". Mi domando perchè il limite di 90 minuti; non sarebbe più semplice dire che posso usare l'autobus per tutto il periodo del parcheggio? (cioè fino al momento in cui ritiro l'auto, quando sul biglietto viene registrato l'avvenuto pagamento).

Diciamo però che se questa iniziativa è una buona risposta alle esigenze dei commercianti del centro, non migliora granchè il problema del traffico: i parcheggi sono ai bordi del centro (eccetto quello di viale Pieraccini, a Careggi), quindi non sgravano i viali dal traffico, come avverrebbe per dei veri parcheggi scambiatori.

sabato 13 marzo 2010

La ZTL vetero-comunista


Ieri pomeriggio, approfittando del fatto di essere uno scioperato (ho aderito allo sciopero dell CGIL) sono andato al convengo "in giro per il centro".

Ho trovato veramene poco condivisibili gli interventi di Mario Preti (di cui ho ascoltato solo la parte finale) e Francesco Re. Questo ultimo, in particolare, ha messo in fila una serie di argomentazioni che mi hanno lasciato veramente basito. Mi sono appuntato le seguenti (fra parentesi quadre i miei commenti):
  • la ZTL è un provvedimento tampone (nel senso di emergenziale) di tipo vetero sovietico e quindi deve essere superata [ma si è ben guardato dallo spiegare come]
  • le classi basse sono escluse dal centro storico
  • le ferrovie non sono interessate a fare le stazioni ferroviarie
  • la fermata ferroviaria alla Leopolda è un'assurdità voluta dalle ferrovie [tutti sanno invece che fu voluta dal comune di Firenze, sul fatto che non serva a molto si può anche concordare)
  • il degrado del centro storico dipende dalla ZTL
  • nessuno ha pensato ad un grande parcheggio scambiatore a Rifredi [a parte il non trascurabile particolare che manca lo spazio, dovrei capire da quando in qua si fanno i parcheggi scambiatori all'interno della città!]
Ho trovato invece molti punti di sintonia con l'intervento del prof Francesco Alberti, che non conoscevo ma che ho avuto modo di apprezzare. Ha detto un chiaro no al fatto che il centro di Firenze vada verso l'essere una sorta di "parco a tema" del rinascimento. Ha citato l'esempio di York sulla gerarchia degli utenti della strada (nell'ordine: pedoni, ciclisti, utenti trasporto pubblico, utenti altri mezzi pubblici (taxi, etc) e poi gli altri.

Infine ha preso la parola un febbricitante assessore Massimo Mattei, che non ha perso l'occasione di ricordare lo scarso decoro in cui viviamo a Firenze (anche negli incontri non pubblici la aprola "decoro" la infila sempre, per ricordare che la sua prima delega è al decoro cittadino. Alcuni passaggi che ho trovato interessanti:
  • non tutte azzeccate le scelte del passato, ad esempio i parcheggi di struttura che sono vuoti; "se in piazza Alberti non si danno via i posti nemmeno ad 80 euro al mese, vuol dire che c'è qualcosa di sbagliato"
  • i cittadini sono anarchici, nel senso che fanno come vogliono e non si riesce ad indirizzarli
  • "credo che la bicicletta sia il mezzo migliore per girare a Firenze, ma devo ammettere che è piuttosto difficile"; segue alcuni esempi di difficoltàà, tra cui la pista interrotta in via Cavour
  • accento sulle bici parcheggiate ogni dove che sono poco decorose ed un ostacolo per gli invalidi
  • non capisco perchè non si sia pensato a ciclostazioni anche alle prinicipali fermate del tram
  • sul tram al Duomo, "forse potete anche riuscire a convincermi che sia giusto far passare il tram dal Duomo; ma non credo che riuscirete a far cambiare idea al sindaco"
  • la precedente amministrazione è stata lontana dal confronto con i cittadini

venerdì 26 febbraio 2010

ZCS... a cosa servono, fatte cosi?

Giù la maschera sulla questione ZCS! Nell'ultimo comunal-comunicato si legge che saranno riattivate le carte lavoro (che danno diritto a tariffe molto agevolate per i pendolari) "con l’obiettivo di non penalizzare i pendolari che utilizzano l’auto per recarsi a lavoro".

Questo sconfessa totalmente la politica delle ZCS, il cui scopo era proprio quello di penalizzare l'uso del mezzo privato in favore del mezzo pubblico o della bici (Matulli l'ha sempre messa in maniera più elegante, ma questo era il succo).

Sappiamo che le auto dei pendolari che vengono da fuori città sono "la goccia che fa traboccare il vaso" della mobilità; anzi, sono ben più di una goccia, visto che pesano per quasi la metà del traffico cittadino. Da questa considerazione consegue che i pendolari auto-muniti sono i primi che devono essere fermati. La ZCS è lo strumento scelto dalla precedente giunta per farlo.

Le ZCS sono state svuotate di significato una prima volta con l'abolizione dei controlli da parte dei "vigilini"; adesso sono rese sostanzialmente inutili dalla re-introduzione delle carte lavoro... Mi domando che cosa aspetta Renzi ad abolirle. Non sarei certo contento; ma le cose o si fanno per bene, oppure è inutile farle. Un ibrido così non serve a nessuno!

martedì 23 febbraio 2010

Leopolda: rimediato l'attraversamento


Alla Leopolda è stato rimediato il problema che avevo segnalato, del mancato collegamento pedonale con la fermata del tram. Ecco infatti un semaforo pedonale nuovo di pacca.

Si noti che il percorso finisce contro la ringhiera del marciapiede del tram, che deve essere aggirata. Non so se apriranno il passaggio: sarebbe comodo per chi va in direzione Scandicci, ma potrebbe portare ad un attraversamento pericoloso chi invece va verso Santa Maria Novella. Comunque sia, è evidente che si tratta di un'aggiunta dell'ultimo momento (ci si domanda come mai non ci avessero pensato prima!)


Intanto va segnalato che i comuni del Mugello non sono affatto contenti dello spostamento dei bus extraurbani alla Leopolda.

lunedì 22 febbraio 2010

Tram al duomo: l'avevo detto, io...


Finalmente si torna a parlare di far passare il tram da piazza del Duomo. Sembrava che la pedonalizzazione della piazza avesse chiuso definitivamente l'argomento; invece il presidente della provincia Andrea Barducci ha rilanciato l'ipotesi.

In realtà nel mio post del 22 ottobre scorso dicevo proprio che la pedonalizzazione della piazza del Duomo poteva essere il miglior presupposto per il passaggio del tram sull'itinerario originariamente previsto. E dicevo che non c'erano sostanzialmente alternative: la sola teoricamente possibile, via XXVII aprile, non è cantierizzabile se non estromettendo il bus dal centro per tutta la durata dei lavori.

venerdì 19 febbraio 2010

Blocco del traffico, sorpresa di Renzi

Stavo pensando di scrivere un post dal tono "i comuni del nord fermano il traffico per inquinamento, perché a Firenze no?", quando leggo su Facebook che Renzi pensa di aderire.


Riporto il testo: "Matteo Renzi pensa che Firenze aderirà all'iniziativa delle città del nord col blocco del traffico per il 28 febbraio. Sia chiaro: concretamente non serve a nulla. Perché le misure utili, su cui stiamo lavorando, sono quelle di cambiare i bus, fare le piste ciclabili, fare la bretella, fare un investimento su elettrico e sostenibilità, su treni e tramvie. Ma se le città danno un segnale, è giusto che anche Firenze risponda..."

Bene così.

Però al mio post avrei aggiunto che i blocchi del traffico di domenica servono a poco, sia dal punto di vista della riduzione dell'inquinamento (la domenica il traffico è molto minore), sia dal punto di vista educativo (non incidendo sulle abitudini delle persone).

Osare un blocco di traffico di giorno feriale, no? Sarebbe proponibile?

giovedì 11 febbraio 2010

Stazione bus a Porta al Prato: ecco cosa manca (tutto)

Cari amici, benvenuti, questo è un tour guidato della prossima ventura stazione degli autobus extraurbani di Firenze, nei pressi della stazione di Porta al Prato. Vedremo insieme cosa c'è a Porta al Prato (poco) e ci faremo una idea di cosa non c'è (molto).

La stazione dei bus sarà, da quanto è dato di capire, nella nuova viabilità nata a fianco della antica stazione Leopolda.


La foto sopra è ripresa dando le spalle al viale dove scorre il traffico verso il ponte alla Vittoria; l'edificio che si intravede sulla sinistra è la ex-stazione Leopolda; a fianco la fermata ferroviaria Porta al Prato (sotto l'insegna blu). Il grande edificio al centro è un albergo.


Ci avviciniamo un po' alla rotatoria di fronte all'albergo; al di sotto della rotatoria sorge un grande (e probabilmente inutile) parcheggio sotterraneo; il casotto sulla sinistra sulla sinistra alloggia gli ascensori e la cassa del parcheggio, lacio rampa di uscita si intravede sulla destra. Il vialone al centro è l'unica area papabile come "stazione dei bus".


Lo vediamo meglio in questa immagine. Dovrebbe essere qui la "stazione dei bus", a meno che non si pensi di usare l'area ferroviaria al di là della rete sul lato sinistro della strada, attualmente usata come parcheggio sterrato.


Come dire... il deserto. Niente bar, niente biglietterie, niente sale d'aspetto, niente di niente. Ma almeno è vicino alla fermata del tram, direte voi, con cui arrivo in un attimo a Santa Maria Novella. Mah! vediamo...


E' vero: la fermata del tram è proprio di fronte alla stazione Leopolda; peccato solo che ci sia di mezzo un viale trafficatissimo; nessun sottopasso, nessuna passerella, nessun passaggio pedonale (che sarebbe da suicidio, senza semaforo). Per arrivare alla Leopolda bisogna "scendere" fino alla Porta al Prato e tornare indietro.


Il percorso diretto sarebbe quello blu; in giallo quello che si dovrà fare. In tutto 250m. Non è la fine del mondo, ma è pure sempre un quarto di km. Far fermare il tram davanti alla stazione ferroviara è certamente una buona idea. Ma se poi non si permette alla gente di andare dalla fermata del tram alla stazione e viceversa... a che cosa serve?

Approposito di stazione, direte voi, "almeno posso raggiungere le altre stazioni fiorentine in treno...". Insomma, rispondo io... come si può vedere dalla tabella sottostante, non sono poi molte le stazioni collegate, e nemmeno così importanti (mi perdonino gli amici delle Piagge...).











Campo di MarteNO
CastelloNO
CureNO
PiaggeOgni 60 minuti
RifrediNO
RovezzanoNO
SalviatiNO
San Marco VecchioNO
Santa Maria NovellaNO
StatutoNO

giovedì 4 febbraio 2010

Invece della multa un solenne rimprovero


"In campagna elettorale - ha spiegato Renzi - avevo detto che avrei tolto le ganasce, e adesso lo faccio. La trovavo una pratica negativa nei rapporti tra cittadino e pubblica amministrazione".

Bene... Mi fa piacere...

Dopo che il pagamento della sosta nelle ZCS è affidato al buon cuore degli automobilisti (che tanto nessuno controlla, da quando non ci sono più i vigilini), adesso anche lasciare l'auto di notte ad intralciare la pulizia diventa cosa da poco: 36 euro, se proprio va male...

Mi viene però il sospetto che anche le multe potrebbero essere delle "pratiche negative". Mica è contento uno, quando prende una multa. No?

Allora ecco la mia proposta: basta con le multe! I vigili si limitino ad un solenne rimprovero del trasgressore; e niente verbale, se promette di non farlo più.

martedì 2 febbraio 2010

Vigili agli incroci? spariti!


Locchi, consigliere comunale del PDL, mi ha preceduto. Eh sì, anch'io mi ero accorto che erano spariti i vigili urbani che dovevano presidiare gli incroci più frequentati. Quanto meno dagli incroci da cui passo io...

Peraltro, consiglio di leggere l'interrogazione di Locchi: parrebbe che i vigili avevano l'incarico di... stare a guardare e basta.

Ma possibile, mi domando io, che le politiche per la mobilità siano di così corto respiro? Il provvedimento, varato il 16 ottobre 2009, è già carta straccia? I vigili erano inutili? I turni di lavoro insostenibili? fa troppo freddo per presidiare gli incroci?

Scusate, ma veramente non capisco...

venerdì 29 gennaio 2010

Ricorsi delle multe: dovè il problema?


Leggetevi questo comunicato di alcuni consiglieri del PDL: dicono che i costi sostenuti dal Comune sui ricorsi delle multe sono troppo alti; circa 10.000 euro al mese.

Vi sembra tanto? a loro sembra tanto. Più avanti si legge che in tre anni su 27.334 ricorsi ne sono stati accolti dal giudice di pace 3.150 (di altri 26.339 ancora non si conosce l'esito).

Dov'è il problema? Il Comune ha avuto ragione nell'88% dei casi in cui i cittadini hanno fatto ricorso; considerando che i ricorsi sono sicuramente una piccola percentuale del totale delle multe fatte, da questi dati sembrerebbe che la polizia municipale sbagli pochissimo, in realtà.

venerdì 8 gennaio 2010

Una cosa che ci è venuta bene...


Pare che la storia delle rimozioni di bici per il concerto di fine anno abbia fatto centro: ampia eco sugli organi di informazione ed il Comune che ci dà ragione (senza dirlo, ovvio).

Ma andiamo con ordine: ieri mattina chiamo per telefono una signora che aveva appena lasciato un messaggio nella segreteria telefonica di FirenzeInBici. Mi spiega che aveva legato la bici alla rastrelliera della stazione di S.M. Novella prima di Natale e quando è tornata a riprenderla ha scoperto che erano sparite le rastrelliere con tutte le bici legate! I vigili le hanno spiegato che la rimozione per divieto di sosta è legittima 48 ore dopo l'installazione dei cartelli, quindi per loro era tutto a posto (essendoci stato questo preavviso di legge).

Sul piano strettamente formale la risposta dei vigili è ineccepibile. E' evidente però che per i pendolari serve un preavviso ben maggiore, soprattutto durante i periodi di festa: non venendo a lavorare (o a scuola) non hanno modo di vedere alcun cartello che venga installato quando il periodo di festa è iniziato. Quindi il problema è squisitamente politico (nel senso che è il modo di gestire le cose che non va bene). Decidiamo di fare un comunicato in cui denunciamo la cosa e chiediamo che vengano condonate multa e rimozione, ed anche un piccolo gesto di riparazione del diagio subito da questi cittadini virtuosi (perchè usano mezzi non inquinanti) ed incolpevoli (hanno legato la bici regolarmente ad una rastrelliera, mica ad una cancellata qualsiasi!).

Il comunicato accende l'interesse dei giornalisti che chiamano me ed il presidente Pelli per avere informazioni. Mi intervistano Controradio e Radio Rosa e ci contattano tutti i maggiori quotidiani cittadini, che oggi pubblicano la notizia con una certa evidenza (richiamo in prima pagina de La Repubblica Firenze, tanto per dire...).

Il Comune risponde al nostro comunicato precisando che la segnaletica è stata installata, con preavviso doppio, il 26 dicembre; il che conferma in effetti al nostra tesi: è stata messa dopo l'inizio delle festività, mentre avrebbe dovuto essere installata ben prima.

Sono soddisfatto: siamo riusciti a smuovere le acque e far parlare di questa cosa (e anche di FirenzeInBici, il che non guasta mai!). Speriamo che il Comune si impegni davvero in un piccolo "ravvedimento operoso". Noi abbiamo fatto il possibile, e mi sembra che ci sia venuto bene...

mercoledì 30 dicembre 2009

Si torna a parlare di corsie preferenziali


Finalmente si torna a parlare di corsie preferenziali per i bus! Il presidente di ATAF Bonaccorsi ha scoperto l'acqua calda, affermando che nei giorni prima di Natale i bus accumulavano ritardi spaventosi perchè rimanevano bloccati nel traffico (Controradio, "Ben scavato vecchia talpa" del 23 dicembre, scarica MP3).

D'altronde ero stato facile profeta a denunciare l'assurdità dei percorsi del 14 e del 23, che difatti saranno cambiati; La Nazione ci dice anche come: con una nuova mega corsia preferenziale (sui viali? parrebbe...).

Che le corsie preferenziali siano uno strumento indispensabile per districare il servizio di bus è talmente evidente che ci si stupisce che non siano state realizzate da tempo. Del resto i sandacati di ATAF hanno sempre detto che lo stato pietoso del servizio è da imputare soprattutto alla assenza di corsie per i bus. Ma il Comune di Firenze non le ha mai realizzate, nemmeno quando si era impegnato a farlo (10 km doveva fare la giunta Domenici 2).

Il guaio è che come si parla di sottrarre qualche metro quadro di strada alla libera circolazione (o alla sosta) per dedicarlo al mezzo pubblico avviene una mezza insurrezione di negozianti ("non si ferma più nessuno") e abitanti ("non posso più parcheggiare sul portone di casa"). Per le piste ciclabili avviene la stessa cosa.

Anche stavolta il teatrino è già iniziato: il consigliere Torselli (PDL) dice che la corsia preferenziale del viale dei Mille non funziona perché i bus rimangono imbottigliati dopo al ponte del Pino. Torselli, invece di chiedere che sia migliorata la percorribilità dei bus al ponte del Pino, in modo da far funzionare la busvia del 17, cosa chiede? smantellare tutto e rimettere le cose come stavano prima, perché, si sa, si stava meglio quando si stava peggio.

venerdì 18 dicembre 2009

Cosa è cambiato nel traffico?



Firenze sta affogando nel traffico, lo denunciano oggi sia La Nazione che La Repubblica. Come mai all'indomani della pedonalizzazione del Duomo tutto sembrava andato bene, mentre adesso è un delirio? cosa è cambiato rispetto ad un mese fa? saremmo in questa situazione anche se piazza del Duomo non fosse stata pedonalizzata?

Mi vengono in mente molte ipotesi, ma nessuna mi pare del tutto convincente. Provo a mettere giù un breve elenco.

Ipotesi 1: la pedonalizzazione di piazza del Duomo ha peggiorato le condizioni della circolazione
In realtà gli unici interventi sul traffico privato riguardano il nodo Strozzi-Lavagnini. La nuova corsia via Ridolfi/via Lavagnini dovrebbe essere ascritta agli interventi migliorativi, mentre la perdita di una corsia (da 4 a 3) nel sottopasso della Fortezza non parrebbe un dramma, visto che le corsie sono 3 anche nel sottopasso ferroriviario, quindi in realtà non si forma nessun imbuto.

Ipotesi 2: il traffico è aumentato perchè molti passeggeri del bus hanno abbandonato il mezzo pubblico
E' vero che il servizio del trasporto pubblico è molto peggiorato dopo la pedonalizzazione del Duomo; ma è anche vero che gli utenti del bus erano già talmente pochi (appena il 15% degli spostamenti) che è ragionevole ipotizzare che siano composti quasi esclusivamente da quella fascia di cittadini che non ha un mezzo proprio alternativo al bus, che quindi non hanno alternative al sopportare i disagi.

Ipotesi 3: è colpa delle feste natalizie
Il fatto che a novembre andasse tutto bene e a dicembre sia scoppiato il delirio potrebbe anche farlo pensare. Ma non c'era la crisi?

Ipotesi 4: è colpa del freddo e del maltempo
Personalmente, in questo 2009, ricordo più giorni piovosi (che ho dovuto lasciare la bici a casa) a novembre che non a dicembre...

Ipotesi 5: ci sono troppe auto
Visto che il numero di auto continua a crescere, mentre le strade sono sempre quelle, ci sarà sicuramente una soglia oltre il quale le strade non possono accoglierne di più. Magari l'abbiamo superata proprio nelle settimane passate, quella soglia.

Ipotesi 6: questa scrivetela voi
Magari qualcuno ha l'idea giusta...

giovedì 3 dicembre 2009

ATAF fa acqua (ma non è tutta colpa sua)


Le vedete le goccioline nella foto? Vi comunico che lunedì scorso a Firenze diluviava, fuori. Ma pioveva anche dentro il bus della linea 18 che ho avuto la sventura di prendere per tornare a casa.

Ma andiamo per ordine... lunedì sera, visto il diluvio, ho lasciato la bici nel magazzino della ditta dove lavoro e sono tornato a casa in bus. Pioveva talmente forte che ho rinunciato anche a fare gli 800 metri che mi separano dalla stazione di Castello (con il treno ci metto 25 minuti a tornare a casa, compreso lo spostamento a piedi).

Esco dall'ufficio alle 18:25 contando di prendere il 28 delle 18:30 o il 2 delle 18:31; il primo autobus arriva alle 18:47, ed è un 18. Meglio che niente (cambierò con l'8 a Careggi, decido). Fortunatamente è semivuoto e posso mettermi a sedere. Ma... oibò!... piove anche dentro! Le gocce di acqua sembrano venire dalla griglia dell'impianto di condizionamento. Non è condensa (che pure è presente), perchè in altri punti del bus c'è solo qualche goccia al soffitto, mentre lì gocciola proprio.

Per la cronaca, arriverò a casa alle 19:40, avendo impiegato un'ora e venti per un tragitto che in treno faccio in 25 minuti e in bici in 30. Sempre per la cronaca, appena sceso dal bus in viale Morgagni ho scoperto che un altro 18 seguiva a ruota (da orario ne passa uno ogni 20 minuti, per cui evidentemente erano almeno 40 minuti che non ne passava nessuno). Al cambio dell'8 sono stato fortunato; e meno male perchè in viale Morgagni non c'è la pensilina per aspettare (clamoroso: alla fermata dell'ospedale devi aspettare il bus sotto l'acqua!)

Ma la colpa non è tutta di ATAF. Dove sono le corsie preferenziali che eviterebbero ai bus di rimanere imbottigliati nel traffico? Come mai non partono i lavori per il tram? perchè non c'è ancora una vera integrazione tariffaria nell'area metropolitana?

martedì 24 novembre 2009

Il bussino aggrovigliato


Finalmente sono arrivate le linee di bussini elettrici per il centro! Unico problema: capirci qualcosa sui percorsi della linea C1 e della linea C2.

La parola "linea" in effetti, suggerirebbe un percorso più o meno... lineare, che congiunga un punto con l'altro. All'ATAF no. Le linee sembrano in realtà dei grovigli inestricabili. Si veda l'immagine sopra della parte centrale, oppure la cartina completa. Riuscire a seguire un percorso (blu o rosso) da capolinea a capolinea è roba da enigmista scafato...

Pare che ieri anche gli autisti fossero in difficoltà.

martedì 17 novembre 2009

Il casco di Carlotta Fondelli era ben allacciato?

Ho notato che tra i ragazzi è molto "di moda" indossare il casco tutto all'indietro sulla testa, tenendo il cinturino sottogola molto più lento del dovuto. In questo modo l'efficacia del casco è assai ridotta, dal momento che può sfilarsi molto facilmente, in caso di incidente.

Deve averlo notato anche l'avvocato Pasquale De Luca, il difensore dell'agente di polizia municipale che, alla guida di un'auto di servizio, ha travolto e ucciso la giovane Carlotta Fondelli lo scorso luglio. L'avvocato infatti ha chiesto una perizia aggiuntiva, per accertare "le cause e le circostanze della perdita del casco da parte di Carlotta", dal momento che ''il casco risulterebbe praticamente integro (solo una parziale rottura della visiera) e con il cinturino sottogola allacciato ed intatto."

Prima considerazione: se anche si potesse acclarare che la ragazza non indossava correttamente il casco, sarebbe tutto da dimostrare che un casco correttamente allacciato le avrebbe salvato la vita.

Seconda considerazione: la gravità del comportamento del vigile alla guida dell'auto (gravità che il tribunale dovrà accertare) non è in alcun modo legata al fatto che Carlotta indossasse correttamente il casco o meno.

Terza considerazione: paradossalmente, il fatto che stia dilagando la moda di portare il casco all'indietro, è anche colpa dei vigili che non sanzionano a sufficienza una abitudine tanto stupida quanto pericolosa.