martedì 20 luglio 2010

TAV: cosa c'è sul piatto

Un articolo de La Nazione, rilanciato da L'altracittà, spiega chiaramente quali sono le questioni che è possibile discutere, e quali no.

TAV: domani faccia a faccia con Ferrovie su tunnel e stazione Foster

lunedì 28 giugno 2010

Analisi dimensionale

Sui "cento luoghi" Renzi, scrive:

Su strutture come la Manifattura Tabacchi o l’ex Panificio militare Renzi ha poi confermato la volontà dell’amministrazione di restituire quei luoghi ai fiorentini “senza un metro quadrato di volumi in più”

Magari erano cubi. I metri, dico.

domenica 27 giugno 2010

100 punti, zero titoli


Dobbiamo dare atto ai titolisti del corriere fiorentino di aver azzaccato una locandina molto efficace (è di qualche giorno fa).

Questo è il primo (brevissimo) post dopo un mese di silenzio. Ho dovuto ricaricare un po' le batterie perchè mi sono accorto che "trovare qualcosa da scrivere sul blog" stava iniziando a diventare una preoccupazione; scrivere un dovere invece che un piacere. Credo che da qui in avanti i post saranno abbastanza sporadici. Ma sentiti, questo sì.

venerdì 28 maggio 2010

A volte ritornano...


Il ritorno della ZTL Notturna è annunciato da un pudico e stringato comunicato del Comune. Quasi laconico:

Inizierà il primo finesettimana di giugno la ztl notturna. Il provvedimento di limitazione del traffico sarà in vigore dalle 23 alle 3 di giovedì, venerdì e sabato e scatterà dal 3 giugno. L’area interessata è quella che corrisponde ai settori A, B, D ed E. Quest’ultimo settore sarà esteso a San Niccolò (fino a via dei Bastioni e a piazza Ferrucci) e in Oltrarno (fino a piazza Gaddi e piazza Pier Vettori). “Questo provvedimento vuole dare una risposta alle esigenze dei residenti – spiegano il vicesindaco Dario Nardella e l’assessore alla mobilità Massimo Mattei – e non ha l’obiettivo di limitare la vita notturna”. Nei prossimi giorni verrà firmata l’ordinanza con i dettagli del provvedimento.

Tutti si aspettavano che Renzi abolisse questo provvedimento assai impopolare tra il "popolo della notte". Si legga l'interessante dibattito sul blog IoAmoFirenze (cui ho "scippato" la foto di apertura, scusa Nelli!).

Naturalmente ha buon gioco l'opposizione di destra ad ironizzare sulla cosa: ci si domanda se ritornerà anche il trenino di Cioni!

Questa ZTL che cambia forma e regole in base al giorno della settimana, all'orario, alla stagione, rischia veramente di creare confusione e basta. Non sarebbe più semplice dire che la ZTL c' è sempre, giorno e notte, feriali e festivi? Se uno ha bisogno di andare in centro per una commissione veloce (ritirare un oggetto ingombrante) può sempre chiedere un permesso di 40 minuti ai vigili (mi sono già avvalso di questa opportunità in diverse occasioni). Magari si potrebbe rendere più semplice questo tipo di richiesta.

E per il popolo della notte? Non è certo una buona idea sommergere il centro di auto che poi non sanno dove parcheggiare: si narra di cittadini letteralmente bloccati in casa da auto messe sul marciapiede rasente muro a bloccare il portone (ma si può essere più idioti?).

Soluzione? parcheggio in piazza Alberti (o in uno qualsiasi dei parcheggi di struttura sotto-utilizzati) e navette gratuite di collegamento almeno fino alle 4 del mattino. Magari il parcheggio potrebbe essere a forfait, locali convenzionati potrebbero offrirlo ai propri avventori...

Che ne dite?

mercoledì 19 maggio 2010

PM10... non è così semplice

Martini (ex presidente della Regione Toscana) Domenici (ex Sindaco di Firenze), e Del Lungo (ex assessore all'ambiente) sono stati assolti dal tribunale dall'accusa di non aver fatto abbastanza per contrastare l'inquinamento da PM10.

Questo il dato di fatto. Dare una valutazione della notizia non è cosa semplice (alcuni commenti possono essere letti nell'articolo de La Nazione, tutti abbastanza tagliati con l'accetta).

A prima vista qualsiasi persona che abbia a cuore l'ambiente avrebbe dovuto aspettarsi e pretendere una condanna:

1) l'inquinamento da PM10 c'è, ed è dimostrabile che è quasi totalmente di origine antropica;
2) gli sforamenti del PM10 a Firenze sono clamorosi e sistematici, non una roba che capita una volta ogni tanto;
3) la legge prevede dei limiti; sarebbe logico aspettarsi delle conseguenze per gli amministratori che ignorano il superamento dei limiti previsti;
4) oggettivamente è stato fatto troppo poco per ridurre l'inquinamento;
5) chi ha competenza per fare sono i pubblici amministratori accusati;

Perchè avere dei dubbi, allora, sul fatto che gli imputati avrebbero dovuto essere condannati? Bhè, perché una condanna li avrebbe resi sostanzialmente capri espiatori di un intero sistema che è refrattario a qualsiasi alterazione dello status quo. Quando poi si va a toccare il "totem" dell'automobile e della motorizzazione individuale, si scatenano tutti quanti, da quelli che il tram è un eurostar, quelli che "non mi leverete il mio posto auto sottocasa", quelli che "eiodadovepasso?", quelli che "comefaccioaportareibimbiascuola", per non parlare degli esponenti di lobby potenti e danarose come quella dei produttori di auto.

Certo uno può dire "il sindaco avrebbe dovuto fregarsene ed imporsi". E forse è anche vero. Ma solo per quanto riguarda i provvedimenti di emergenza, non quelli sistematici. I provvedimenti sistematici non possono essere imposti d'imperio nemmeno dal più autoritario dei sindaci. Tanto per dire... se siamo ancora indietro con le linee 2 e 3 del tram è anche colpa di Razzanelli. Si processa anche lui?

A come condannare un Del Lungo, il solo in Italia ad aver fatto una ordinanza NO-SUV? Se non avesse trovato opposizione interna avrebbe fatto fare molto di più. Ma può un tribunale entrare nei meccanismi interni di una giunta comunale, e individuare colpe personali per le cose fatte o non fatte? Per contro, però, che senso ha imporre dei limiti se poi il non rispettarli non comporta alcuna conseguenza?

Per concludere... mi pare che il procedimento penale abbia aperto molti interrogativi senza dare in realtà alcuna risposta. Se almeno servisse ad aprire un dibattito serio e non le solite prese di posizione "di bandiera".

martedì 18 maggio 2010

Come ci vedono gli altri?

Quando torno da un viaggio all'estero, raccolgo le mie sensazioni su quello che ho visto, e mi domando come siamo visti noi, dai turisti che vengono in Italia per un periodo più o meno lungo.

Mi diverto così a leggere le "istruzioni per l'uso" dedicate ai turisti stranieri, soprattutto americani.

Eccone un esempio:
http://labellavitaarts.com/traveltipsa.html

venerdì 14 maggio 2010

Guidare a Marrakech invece che a Firenze


Sono tornato dalla mia breve vacanza (una settimana) a zonzo per il Marocco. "Echissenefrega", direte voi. Ok, la notizia non è che sono tornato (anche se il vulcano islandese ci ha messo del suo per evitare che ciò accadesse), ma volevo raccontare l'esperienza della guida sulle strade marocchine, paragonata alle nostre.

Diciamo che fuori dalle città si vede di tutto e di più: pedoni, biciclette, asini (nella versione con e senza carrettino), motorini, camion stracarichi (tipo il camion, con sopra un fungo di roba), grand taxi che fanno servizio da una città all'altra (vecchi Mercedes che caricano sei persone, due sul sedile del passeggero e quattro sul divano posteriore; partono quando sono pieni), etc. Nelle zone più povere le auto "nuove" in circolazione erano quasi tutte guidate da turisti. Si è visto anche qualche camper, ma tutti rigorosamente con targa francese (eccetto un decrepito Volkswagen dall'Olanda). Auto con targhe straniere pochissime (Spagna, Francia, Italia, per lo più), e sempre con volti "marocchini" alla guida. I turisti arrivano in aereo e noleggiano in loco.

In città siamo invece più vicini a quanto accade da noi. Quindi, ecco a voi...

"GUIDARE A MARRAKECH"

Guidatori tranquilli
I marocchini alla guida non sono dei pazzi spericolati; anzi, la maggior parte ha una guida calma quando non addirittura sonnacchiosa. Fanno eccezione i guidatori dei petit-taxi (simili ai nostri, ma in genere sono auto tipo Uno, che viene ancora importata dal Brasile, Peugot 205, etc.) che sono abbastanza "sprint".

Al semaforo
Curiosamente, anche i marocchini che guidano piano non tollerano aspettare ai semafori. Il tempo che intercorre fra il verde e il clacson di quello dietro è misurabile nell'ordine dei nano-secondi; in compenso il giallo è anticipato da un verde lampeggiante; al verde lampeggiante tutti rallentano e si fermano, invece di fare lo sprint come accade da noi.

Vigili e poliziotti Premetto che non ho capito la differenza (alcuni con camicia bianca e altri celeste), comunque i principali incroci sono presidiati. Generalmente da uno solo. Con dieci vigili a Marrakech si controllano dieci incroci, a Firenze cinque. Comunque sono molto presenti.

Controllo della velocità
Ho visto più telelaser in azione in una settimana in Marocco che in un anno in Italia.

Svoltare a sinistra
Gli incroci tra i viali hanno spesso una minirotonda al centro e sono regolati da semaforo. Chi svolta a sinistra lascia la rotonda alla propria sinistra (noi dovremmo lasciare il centro incrocio alla nostra destra) e aspetta di riuscire a bucare il flusso che viene in senso contrario. A volte si formano delle vere e proprie masse di auto che attendono di poter svoltare; con le due masse nelle direzioni opposte che si bloccano a vicenda. Quando la situazione sta per diventare disperata interviene il vigile e blocca un flusso di traffico per sbrogliare la matassa.

Lampeggiatori (o "indicatori di direzione")
Generalmente ne viene fatto uso (a patto che funzionino).

"Tieni la rotta"
Sulle strade a più corsie sarebbe deleterio cambiare forsennatamente corsia come facciamo noi, alla ricerca della massima efficienza. Con motorini, pedoni e biciclette si infilano dappertutto il cambio corsia è da fare con molta attenzione. La tecnica di guida migliore è fare il proprio percorso con calma, senza scatti, scarti laterali, accelerazioni o frenate improvvise; tutti si aspettano che ti comporti così e si regolano ci conseguenza.

Strisce pedonali
Ci sono, ma nemmeno i pedoni si aspettano che le auto si fermino davvero. Una volta che l'ho fatto ho rischiato di essere tamponato. Poi ho imparato.

Sosta in seconda fila
Fenomeno presente, ma non certo più che da noi.

lunedì 3 maggio 2010

Perchè dire no all'obbligo di casco per i ciclisti


Il bagaglio è pronto: domani partirò per una breve vacanza di una settimana (sì, da martedì a martedì costa meno) affido al blog due note sul paventato obbligo del casco per i ciclisti.

Oggi, noi di FirenzeInBici, abbiamo mandato un messaggio a soci e simpatizzanti per informarli di questa bella pensata parlamentare. Le reazioni sono state constrastanti: chi ha scritto spaventato da questo obbligo chi invece ne sarebbe stato ben felice (e stiamo parlando di un pubblico di ciclisti).

Cosa interessante. Mi sono domandato se il nostro no al casco dipenda dal fatto che molti ciclisti non amano indossarlo (io invece appartengo a quelli che lo mettono anche per fare poche centinaia di metri in città); e mi chiedo se il no di FIAB e ciclisti (non tutti) non assomigli al no dei motociclisti, quando imposero il casco alle due ruote a motore.

Mi sono risposto che ci sono numerose differenze:

1) per molti ciclisti la bici è una estensione dell'andatura pedonale (pensiamo ai paesi ed alla città dell'Emilia): ce lo vedreste il vecchino con il casco aerodinamico in testa? o la signora con la cofana cotonata? quante persone rinuncerebbero alla bici pur di non sottomettersi all'obbligo? probabilmente troppe

2) i ciclisti fanno bene al paese ed al mondo; i motociclisti inquinano solo... diversamente rispetto agli automobilisti (e spesso di più; visti i consumi di un moderno cinquantino? niente a vedere con i 50km per litro del Ciao)

3) il casco per i ciclisti è utile, ma non efficace quanto quello dei motociclisti;

4) la sicurezza del ciclista è più attiva che passiva; e la sicurezza più efficace è il rispetto da parte degli automobilisti, che aumenta all'aumentare del numero delle bici in circolazione (le indagini dimostrano che nei posti dove ci sono più ciclisti, diminuisce la probabilità per il singolo ciclista di essere vittima di un incidente).

Vi ho convinti/e? Comunque sia... ci leggiamo tra una settimana.

martedì 27 aprile 2010

Turisti, andate altrove


E' molto forte la campagna lanciata a Roma da "Di traffico si muore" (Coordinamento spontaneo di ciclisti urbani e utenti leggeri della strada).

Che ne pensereste se fosse lanciata anche a Firenze? Certo, qui da noi si muore di traffico (e di inquinamento), ma il problema tocca meno i turisti rispetto a Roma.

E' lecito usare, anche se a fin di bene, un messaggio fondamentalmente autolesionista (in città in cui il turismo rappresenta una risorsa importante, quando non la principale)?

(Ringrazio I Like Bike per la segnalazione)

lunedì 26 aprile 2010

Aria irrespirabile? No Dump!

Oggi in viale Strozzi mi sono imbattuto in questa installazione: mascherine da ossigeno pendono dalla pensilina del bus. NO DUMP!

Da A Firenze...


Sulla mascherina è scritto: "NO DUMP avvisa: in caso di mancanza di aria pulita è consigliabile indossare le mascherine di emergenza"

Da A Firenze...


Il senso del messaggio è chiaro: l'aria è malata ed ormai possiamo solo ricorrere alla mascherina dell'ossigeno. C'è anche un cartello, che non aiuta molto a capire.

Da A Firenze...


La frase più enigamtica è quella sui "luoghi vissuti nel passato e rubati al presente". Annoto un errore ortografico ("un età" senza apostrofo) e poco altro. Certamente si tratta di un gruppo ecologista, ma su internet una rapida ricerca non ha prodotto risultati. Chi sono? ci sono altre installazioni simili in città?

venerdì 16 aprile 2010

Doppio "eh!?!?!?"

Avevo notato, arrivando in ufficio, la civetta de La Nazione sul "Processo ad alta tensione" di "Carlotta". Adesso è possibile leggere on-line l'articolo.

Mi ha sempre stupito come sui giornali queste notizie vengano riassunte sotto il nome proprio della persona. Dico "Carlotta" e ho detto tutto. Mica solo La Nazione e mica solo in questo caso. Ma dico... era tua amica? era la sola "Carlotta" a giro? Capisco che lo spazio è prezioso, ma mettere il cognome (anche come forma di rispetto), no, eh?!

Andando avanti leggo che i vigili faranno un presidio davanti al tribunale. Eh? No, non è per servizio, si legge che è per " dimostrare solidarietà al collega ed esprimere dissenso nei confronti del comando della polizia municipale e dell’amministrazione comunale fiorentina che non hanno tutelato l’immagine del collega e di tutto il corpo di polizia municipale contro il linciaggio mediatico perpretato ormai da molti mesi."

Eh!? La solidarietà umana la capisco; non ho difficoltà a credere che anche il vigile "investitore" abbia difficoltà ad addormentarsi la notte... La protesta ed il dissenso li capisco meno: visto che c'è un processo in corso, non mi sembra sbagliato che le istituzioni (il Comune) si astengano dal prendere posizione.

mercoledì 14 aprile 2010

Urbanistica improvvisata



Giovedì scorso in Consiglio Comunale è stato approvato con 15 voti a favore e 13 contrari, un Ordine del giorno presentato dai Consiglieri Valdo Spini e Tommaso Grassi per realizzare la sede unica degli uffici comunali, non più, come proposto dal Sindaco Renzi, nell'immobile del Multiplex di Novoli (che poi sarebbe un mega centro commerciale), ma nei contenitori vuoti del Centro Storico, e per impegnare il Comune a predisporre per tempo i necessari progetti.

Hanno votato a favore il gruppo Verdi/Spini per Firenze, il Popolo delle Libertà, il Presidente del Consiglio Comunale Eugenio Giani, i Consiglieri Giuseppe Scola, Stefano Di Puccio, 13 Consiglieri del PD hanno votato contro, altri hanno preferito non partecipare alla votazione.

In pratica, il consiglio comunale ha sconfessato l'idea di Renzi di usare il guscio del Multiplex (che non potrà essere un multiplex) per riunire le sedi degli uffici comunali sparsi sul territorio fiorentino. Ne sono contento, perché davvero non riuscivo a capire come un centro commerciale possa diventare una sede di uffici (non ha nemmeno le finestre!); inoltre se davvero vogliamo evitare che il centro diventi la disneyland del rinascimento, ma resti vivo, è bene evitare di svuotarlo di funzioni.

(Foto: La Repubblica)

martedì 13 aprile 2010

Via Pistoiese: incriminerei quelli a cui sta bene così


Mi ha colpito la notizia delle indagini a carico dell'arch. Carla Guerrini, in merito all'incidente di via Pistoiese. Lo avevo già scritto: via Pistoiese è una strada pericolosa. Del resto basta passarci per capirlo: troppo stretta per essere a 4 corsie (capita di vedere mezzi affiancarsi con manovre millimetriche sul filo dei 70 km/h, quando il limite è 50) e troppo larga per essere a 2 corsie. Ed infatti invita a correre.

Via Pistoiese è l'ideale candidata per una serie di interventi che servano a ridurre la velocità dei mezzi in maniera strutturale. Si chiama "moderazione del traffico". La prima idea base è che la velocità troppo elevata sia al contempo causa di incidenti ed anche motivo di maggiore gravità quando questi si verificano. La seconda idea base è che per limitare la velocità i cartelli servano a poco, è invece necessario disegnare la strada in modo che gli automobilisti siano "naturalmente" portati ad andare più piano.

Ci sono molti sistemi: restringimento delle carreggiate, imporre traiettorie curvilinee a corsie disassate, rotatorie, restringimenti, etc. A volte anche dossi, ma solo per proteggere gli attraversamenti pedonali.

Le rotatorie e il cordolo centrale in alcuni tratti di via Pistoiese erano un buon inizio, ma andrebbe incriminato chi non ha voluto portare avanti una operazione di ridisegno della sede stradale che riguardi l'intera via Pistoiese.

Io so che l'arch Carla Guerrini, che ho consciuto come dirigente dell'ufficio progettazione piste ciclabili, ha una visione molto chiara di come il disegno della città, delle strade e degli spazi pubblici determini il modo in cui quegli spazi sono utilizzati. Un approccio ben diverso, da quello di chi vede le strade urbane come autostrade mancate...

giovedì 8 aprile 2010

La prima volta (quest'anno)

Per la prima volta, quest'anno, ho fatto il "giro lungo" per tornare a casa dal lavoro, in bici. Con tanto di salita a Cercina e discesa su Pian del Mugnone.

Già, perchè posso farlo solo con l'ora legale, il mio giro lungo: esco dal lavoro alle 18:00 e mi servono quasi due ore di luce.

Da Quinto Basso salgo al convento di Santa Lucia alla Castellina; che ho scoperto essere "centro spirituale del ciclismo". Non è difficile capirne il motivo: la salita è breve, ma talmente ripida che la visione mistica non è affatto da escludere...

Dopo un tratto di falso piano (intervallato da un breve "muro"), alla villa La Topaia (che nome!) arriva la parte più dura: si sale a sinistra verso Cercina. E' dura. Parecchio dura. Ma alla fine ti ripaga con un panorama emozionante sulla città.

Da CicloGite

Il peggio è fatto, da qui in avanti è estasi pura, con la strada che prosegue alternando brevi salite e brevi discese.

Da CicloGite

Trovo anche il tempo per una improbabile auto-ripresa.

Da CicloGite

E guardo Fiesole illuminata dagli ultimi raggi del sole (sì, bene che mi sbrighi...).

Da CicloGite

Continuo per Cercina fino a Pian di San Bartolo. Da qui giù per una bella stradina secondaria fino a Pian del Mugnone. E poi... a casa. Stanco ma molto, molto soddisfatto.

Il tutto dalle 18:15 alle 19:50 di ieri, mercoledì 7 aprile. Abbigliamento estivo e temperatura decisamente gradevole.

martedì 6 aprile 2010

Ataf e parcheggio: buona idea!



Finalmente una cosa nel verso giusto per chi deve fare una commissione in centro e vuole usare l'auto: lascio il mezzo in un parcheggio di struttura e prendo il bus senza pagare. A patto di riuscire a tornare entro 90 minuti.

Non male. Di positivo, sicuramente, c'è che spingo la gente ad usare il mezzo pubblico ed "allontano" l'equazione che "accessibilità del centro" sia uguale ad "arrivare in centro in auto". Mi domando perchè il limite di 90 minuti; non sarebbe più semplice dire che posso usare l'autobus per tutto il periodo del parcheggio? (cioè fino al momento in cui ritiro l'auto, quando sul biglietto viene registrato l'avvenuto pagamento).

Diciamo però che se questa iniziativa è una buona risposta alle esigenze dei commercianti del centro, non migliora granchè il problema del traffico: i parcheggi sono ai bordi del centro (eccetto quello di viale Pieraccini, a Careggi), quindi non sgravano i viali dal traffico, come avverrebbe per dei veri parcheggi scambiatori.

mercoledì 31 marzo 2010

Buon lavoro, Massimo!

Ieri ho partecipato, per la quarta volta dal 2005 ad oggi, alla riunione di insediamento del consiglio direttivo di FirenzeInBici, quella che elegge presidente, vice, etc.

Ebbene, abbiamo "nominato" Massimo Boscherini (nella foto vestito da finto prete in occasione del "funerale della bicicletta") come nuovo presidente di FIAB FirenzeinBici ONLUS. Massimo sarà affiancato dal vicepresidente Francesco Baroncini, dal sottoscritto in veste di segretario e dal tesoriere Gianni Tosetti. Gli altri membri del Consiglio Direttivo sono Maurizio Da Re, Alessia Martini, Valerio Parigi, Stefano Pelli e Luca Polverini.

"L'impegno di FirenzeInBici sarà ancora quello di migliorare la ciclabilità di Firenze e di mettersi al servizio dei ciclisti fiorentini - ha dichiarato il presidente Massimo Boscherini per il comunicato stampa ufficiale - Il tavolo tecnico che stiamo per avviare con il Comune è lo strumento con il quale cercheremo di rendere i tratti di piste ciclabili una vera rete, efficace ed efficiente. Grazie al lavoro dei Soci e al forum abbiamo già raccolto una serie di segnalazioni e priorità sulle quali lavorare con l'Amministrazione. Il nostro forum e il sito www.firenzeinbici.net sono a disposizione di coloro che volessero partecipare alla costruzione di una Firenze più ciclabile."

Mi sembra che questo sarà un "bel consiglio direttivo" per FirenzeInBici; con almeno 4 membri (su 9) più giovani di me. Nel primo consiglio, di cui ero presidente, ero io il più giovane. E' importante per un'associazione poter avere un po' di ricambio... E questa volta abbiamo anche il gradito ritorno nella dirigenza di Gianni Tosetti.

martedì 30 marzo 2010

Fiorentina: ciao ciao Della Valle?



Stavo rimuginando cosa scrivere dei risultati elettorali (cosa vuoi scrivere? che perdere 4 regioni non è certo una vittoria per il centro sinistra...) quando apro la home page di Repubblica e faccio un balzo sulla sedia: i Della Valle lasciano la Fiorentina.

Caspita!

Adesso... io non sono un appassionato di calcio. La mia squadra è la Fiorentina; sono contento se vince e mi dispace quando non va bene. Ma seguo le vicende con un certo distacco. Però ero contento che la Fiorentina avesse una proprietà moderna, che intende(va) gestire la squadra come un'azienda, lontano dalle spese folli di certe "grandi", con molta voglia di investire sul lungo periodo, sui giovani, eccetera eccetera.

Poi qualcosa ha iniziato ad incrinarsi: mi è parso una maldestra forzatura il tentativo dei Della Valle di imporre alla città il progetto di cittadella, come se Firenze fosse stata in obbligo di accettare qualsiasi cosa venga dalla società viola. Poi la vicenda della convenzione con il Comune per lo stadio ed i campini (con le dimissioni di Barbara Cavandoli), infine il vergognoso tira e molla sulla riconferma di Prandelli.

Diciamo che nella mia personale pagella i Della Valle hanno perso parecchi punti, ultimamente...

lunedì 29 marzo 2010

Quale cabina sceglie?

Ieri sono stato a votare. Il "mio" seggio alla scuola Giotto non è mai stato molto affollato, ma ieri alle 11:00 abbiamo toccato il massimo. Anzi, il minimo (dell'affluenza).

Il presidente mi ha invitato a votare nella cabina che preferivo. Erano tutte vuote.

lunedì 22 marzo 2010

Fiera quaresimale

Ieri ho fatto un giro alla fiera quaresimale delle Cascine. Dopo un chilometro esatto di bancarelle, e non so quanti spintoni, si ha l'impressione un po' straniante di aver visto 10 volte lo stesso mercato; come aver percorso una sorta di lungo loop in cui ricorrevano continuamente le stesse bancarelle, per lo più di vestiario. Gli altri generi gettonati erano le calzature e un po' di articoli per la casa. Il settore alimentare era rappresentato quasi esclusivamente da porchettari (con le loro salsicce alla piastra) e bancarelle di brigidini e dolciumi.

Poche le eccezioni alla regola: l'ortolano, il venditore di miele, quello dei formaggi... Ma davvero poche su un chilometro di mercato.

Mi domando: perchè un'offerta così piatta ed uniforme? Sono i venditori che non osano proporre cose diverse? sono gli acquirenti che sono disposti a comprare "per strada" solo il capo di abbigliamento da pochi euro?

(Foto di Valanelli)

martedì 16 marzo 2010

Nuova ipercoop a Scandicci


Se ne scoprono sempre di nuove: non sapevo che a Scandicci sta per sorgere una nuova Ipercoop in sostituzione di quella di Lastra a Signa, che sarà "degradata" a semplice supermercato.

L'area è quella del vecchio casello autostradale di Scandicci. Dalla foto sopra non ho avuto difficoltà ad individuare l'area con Google Earth (chi volesse vedere, può scaricarsi il KML di Google Earth).

Naturalmente cercando in rete si trovano notizie su vari siti:
Comune di Scandicci
Lavoratori coop
Blog dei lavoratori unicoop