lunedì 5 ottobre 2009

L'azzardo di pedonalizzare il Duomo

In questo post spiego perchè penso che la pedonalizzazione di piazza del Duomo sia un vero azzardo per Renzi, un probabile errore per l'intera mobilità cittadina e perchè il tram non potrà altro che passare proprio dal duomo.

Ma prima vorrei sgombrare il campo da equivoci dicendo che il sottoscritto sarà felicissimo di vedere piazza del Duomo priva di veicoli a motore! Sarò contento se questo spingerà altri cittadini a scoprire la bicicletta e la bellezza della nostra città. Non di meno, continuo a pensare che per molti cittadini i problemi non saranno pochi, e visto che non sono un egoista, mi preoccupo.

Iniziamo da un dato di fatto: dal 25 ottobre non esisterà più l'asse via Martelli / via Cerretani / via Panzani su cui oggi passato 2300 autobus (con 33000 persone a bordo); da lì passano le tre principali linee di ATAF: 14, 23 e 17. Sono le linee con le maggiori frequenze e che sono fondamentali nel collegare la parte est a quella ovest della città. Oltre a queste tre ci sono l'1, e il 6, ed altre linee comunque importanti.

Dove saranno trasferiti questi bus? Ancora non si sa. Si dice che ATAF sia stata presa di contropiede dall'annuncio della pedonalizzazione, anche se mi sembra poco realistico ipotizzare che Renzi abbia deciso una mossa del genere senza essersi consultato per tempo con l'uomo che lui stesso ha messo in ATAF (il presidente Filippo Bonaccorsi). L'attuale ipotesi è che i bus in direzione ovest saranno spostati sull'itinerario S-Marco. XXVII aprile, via Nazionale, mentre quelli in direzione opposta faranno via Valfonda, viale Strozzi in supeficie (ma non nel sottopassaggio), via Ridolfi, piazza Indipendenza, via XXVII aprile, S.Marco. (In rosso il percorso attuale, in verde l'ipotesi di percorso futuro).


I problemi maggiori saranno dati dall'allontanamento del 14 e del 23 dal loro percorso attuale, che lascerà senza "servizio pubblico forte" una bella fetta di centro (la zona di piazza San Firenze, S.Croce, via Ghibellina e San Niccolò). Il percorso del 23, ad esempio, potrebbe diventare addirittura questo:


Solo riaprendo (orrore!) ai bus grandi il lungarno davanti agli Uffizi si potrebbe riportare il 23 per buona parte sul vecchio percorso.

Un'ipotesi intermedia, vedrebbe allontanerebbe dal ponte alle Grazie solo il percorso in direzione EST.

Insomma... è ipotizzabile un notevole peggioramento per il trasporto pubblico: chi deve recarsi nel cuore di Firenze, nel quadrilatero romano, dovrà allungare il proprio percorso a piedi di almeno 400m. L'integrazione del servizio con i bussini elettrici è possibile, ma di non sicura efficacia: 1) servirebbero molti altri bussini, che per il momento non ci sono; 2) la quantità di persone che può trasportare un bussino elettrico è risibile rispetto ai "12 metri"; 3) l'esigenza di trasbordo, di per sé, è un disincentivo all'uso del mezzo pubblico.

Ma andrà forse anche peggio per chi passa dal centro per andare da est ad ovest o viceversa. Via Nazionale è già ingorgata oggi; cosa diventerà quando riceverà i bus deviati dal Duomo? Non è difficile immaginare pesanti ritardi e rallentamenti. Se così fosse, potremmo ipotizzare che un certo numero di cittadini abbandoni il bus in favore del mezzo privato. Ne risentirebbe l'intera mobilità cittadina, che difficilmente potrebbe accogliere ulteriori veicoli privati in circolazione.

E il tram? Visto che il Sindaco ha detto di non volere nemmeno il tram sotto al duomo, il solo itinerario possibile è quello indicato per i bus. Passarà di lì, il tram? mi pare difficile. Per due motivi: 1) nel momento in cui si dovessero chiudere quelle strade (via Nazionale, via XXVII aprile, etc.) per costruire la tramvia, dove far passare i bus? si pensa forse, magari tra un anno, di riaprire la piazza del Duomo appena pedonalizzata? difficile... 2) ad oggi non esiste uno straccio di progetto, neppure un'ipotesi, in tal senso; i progetti su cui si stanno già costruendo le linee 2 e 3 prevedono che dalla stazione il tram prosegua per via Panzani.

Paradossalmente la pedonalizzazione di piazza del Duomo potrebbe essere il miglior presupposto per far passare il tram... da piazza del Duomo: liberare l'asse Martelli/Cerretani/Panzani sarebbe stato il primo passo per la cantierizzazione del tram in centro. Non solo: i probabili disagi causati dalla chiusura di piazza del Duomo potrebbero convicere l'amministrazione che: 1) è necessario che una linea forte di trasporto pubblico entri nel cuore della città; 2) solamente sostituendo la processione di bus con il tram si potrebbe sottrarre il centro storico all'assedio dei puzzolenti bestioni di 12 metri!

Detto questo... è anche possibile che tutto vada bene: il traffico in via Nazionale scorra benissimo, la gente sia contenta di fare un po' più di strada a piedi e tutto vada a posto. Ma la vedo dura. Insomma, è un vero azzardo questa pedonalizzazione!

7 commenti:

sergio ha detto...

Caro Gianni, complimenti per la tua analisi, in gran parte condivisibile.L'osservazione che ti faccio è che le persone (tutte) possono fare (e lo fanno) anche 500 metri in più se i percorsi sono confortevoli e se non gli si concedono alternative comode.
Sergio

lapimpa ha detto...

Caro Sergio,
io persona sana posso fare anche 2 km in più, il fatto è che questo mondo è popolato anche da persone anziani, da malati, invalidi.
Vuoi infilarli in un forno o semplicemente murarli in casa?

Benedetta

Gianni Comoretto ha detto...

Tremo all'idea. Il 23 oggi mi porta in stazione in una mezzoretta. Il 31-32, che segue la strada alternativa (verso la stazione, piazza Mazzini, S. Marco, Cavour, Cerretani) ma non passa da via Nazionale. ci mette 35-40 minuti.
Sono 5 km! Se c'è un po' di traffico ci metto meno a piedi.

Via Nazionale procedi a passo d'uomo, quel tragitto sono 10 minuti buoni in più. Oggi.

E condivido quel che dice lapimpa, io posso anche andare a piedi in stazione (e con queste modifiche mi sa mi convenga), ma chi fa fatica? Chi già fare 100 metri ci mette una vita? Togliamo tutti gli anziani dal centro?

roberto carfagni ha detto...

Ho sempre creduto fin dall'inizio al passaggio del tram in piazza san Giovanni/Duomo,via Martelli ecc.anche perchè fiducioso della parola dei tecnici che parlavano di tram alimentato a batteria per quel breve tratto.Un giorno mi misi ad osservare come i vetri delle finestre del palazzo Arcivescocile tremassero al passagio degli autobus, e pensai a quanta ottusità si fosse tra molti fiorentini.quindi non credo molto alla zona pedonale che dice Renzi,perchè taglia in due la città.E dopotutto il tram è anche un'mmagine di civiltà europea.
p.s. Tra il palazzo Arciv. e il battistero,nel 1890 circa,furono trovati resti e pavimentazioni romane,perchè non proporre di riportarli alla luce?(Tra le altre cose).Roberto.

Junqueiro ha detto...

Cari tutti,
vorrei esprimere alcuni miei pensieri sul dibattito:
1- quando si dice che almeno le persone in gamba possono fare 400 m in più a piedi tanto è uguale si dice una castroneria: conosco miriadi di persone in gamba che se vengono due gocce, o c'è troopo sole, col cavolo che fanno 400 m in più a piedi...
2- ma il mondo è pieno di archeologi? ma pensate una piazza del duomo con una bella pavimentazione romana nel mezzo...a me pare na' strunz...Firenze è visitata perchè è medievale, rinascimentale...chi vuole vedere i resti romani va a Roma, Tarquinia, Ostia e in alcune parti di altre città...basta con il protezionismo di tutto che fa sempre elevare i costi delle opere pubbliche, allungandone sempre i tempi....
3- a siena, con un centro storico, per ampiezza, misurabile con quello di firenze, sono anni che c'è la pedonalizzazione completa. i cittadini si sono ampiamente adatattati ma si devono fare due considerazioni: a siena il centro è un'oasi, con poche attività commerciali di massa, dedicato ai turisti e soprattutto circondato da ogni parte da una viabilità quasi sempre sgombra e con tanti parcheggi, anche gratuiti, a disposizione. Inoltre siena non ha la necessità di essere un polo attrattore dell'economia e della società...in poche parole di essere moderna...decidiamo: vogliamo fare del centro di firenze un museo per stranieri...secondo me non è questa la giusta strada...
Saluti a tutti.

sergio ha detto...

Sono di nuovo Sergio e visto che sono stato criticato, faccio alcune osservazioni, che credo indispensabili.
1. Durante i lavori per la costruzione della tramvia in piazza Duomo (durata ?) si dovrà/doveva pensare ad alternative, come la pedonalizzazione indicata da renzi, perchè comportano gli stessi problemi e quindi i tecnici del Comune (?) dovevano averci pensato e avere un piano pronto.
2. Se con il passaggio della tramvia per il Duomo non passano più gli autobus, cosa succede per le linee 23, 14, 11 e forse qualche altra?
3. Che la pedonalizzazione sia un azzardo ne sono convinto, ma è comunque un rischio che va corso e poi è reversibile.
4. Le persone che mettono sempre avanti anziani, malati e handicappati, mi sembra che non vivano a Firenze dove oggi, non domani la mobiltà per queste persone è impossibile.
5. In aree pedonalizzate potrebbero tranquillamente circolare i taxi bici, come in altre città europee anche più evolute e pedonalizzate.
Ci sarebbero altre cose da aggiungere, ma la finisco qui per ora.
Sergio

lapimpa ha detto...

Ciao Sergio,
io non ho letto una risposta alla mia domanda.
Se ti può tranquillizzare sono fiorentina vivo a Firenze e la mia famiglia è fiorentina dal 1300 (più oltre mi spiace ma non posso andare), quindi credo di saper bene come andare in giro per la mia città.
Resta il problema, come intendi portare anziani e disabili in centro?
Il taxi non è una soluzione, è solo occasionale, va bene per una sera al museo, non per chi, disabile, in centro ci lavora o va a scuola.