lunedì 20 luglio 2009

I parcheggi poco scambiatori



Come promesso una settimana fa, oggi scrivo dei parcheggi scambiatori. Perchè a Firenze non hanno mai funzionato? cosa si dovrebbe fare per farli funzionare?

A cosa serve un parcheggio scambiatore?

Si parte dalla considerazione che una discreta parte del traffico cittadino è costituito dai veicoli dei pendolari che vengono da fuori città. L'idea alla base del parcheggio scambiatore è fare in modo che, giunti ai margini della città (o ancora prima) le persone trasbordino dal proprio veicolo al mezzo pubblico. In tal modo si punta a ridurre la quantità di veicoli che entrano effettivamente in città con beneficio complessivo per il traffico e l'ambiente.

Che caratteristiche deve avere un parcheggio scambiatore?
  1. Deve essere collocato lungo una direttrice di accesso alla città per gli autoveicoli
  2. Deve essere ben servito da mezzi pubblici frequenti e veloci
  3. Deve essere conveniente sotto il profilo economico oppure del tempo di viaggio, meglio se sotto entrambi gli aspetti. Se il parcheggio non è gratuito, l'integrazione tariffaria con il mezzo pubblico è obbligatoria.
I tentativi di Firenze

A Firenze, al solito, si è cercato di fare la cosa giusta (i parcheggi scambiatori) ma "al risparmio". Gli errori più frequenti sono stati collocare i parcheggi dove non era disponibile un buon servizio pubblico, o farli troppo cari; addirittura più cari di altri parcheggi a pagamento più prossimi al centro.

via del Gelsomino - credo sia stato uno dei primi. E' collocato su una discreta direttrice di accesso (Galluzzo), anche se forse troppo interno rispetto alla città; tuttavia non è servito dai mezzi pubblici (che dal Galluzzo scendono in città per la preferenziale di via Senese); è a pagamento (pure costoso) e ovviamente senza alcuna integrazione tariffaria.

Castello - il più clamoroso buco nell'acqua. Ha tutti i difetti possibili: è lungo una direttrice secondaria (quella di Sesto Fiorentino), troppo lontano da quella principale (l'accesso della Firenze Mare). E' servito da bus e treno; ma il bus è lento (ci mette mezz'ora ad arrivare in centro), il treno è veloce ma poco frequente (può passare un'ora e mezzo senza che nessun treno si fermi a Castello). Inoltre è privo di collegamento diretto con i binari risultando alla fine piuttosto lungo il percorso a piedi dal parcheggio ai binari. A ciò aggiungiamo che era stato assurdamente messo a pagamento (adesso non lo è più) senza, ovviamente, alcuna integrazione tariffaria.

Rovezzano (stazione) - costruito da tempo ma mai lanciato. Ad un certo punto era stato anche chiuso (senza che nessuno se ne accorgesse, beninteso). Ha gli stessi difetti di quello di Castello.

Firenze Salviati (faentina) - più o meno la stessa storia; adesso pare che la stazione sia stata esclusa dagli orari ferroviari.

Viale Europa - L'unico, insieme a Castello, per cui sia stata fatta un po' di promozione. Ma è costoso e mal servito dai mezzi pubblici; la gente lo snobba anche perché ci sono buone alternative nella zona di viale Europa (che ritorneranno in auge con l'imminente riduzione della ZCS): meno costose, meglio servite e più centrali. Il mezzo pubblico non è comunque molto veloce, potendo contare sulla corsia preferenziale solo in direzione centro, ma non per l'itinerario di ritorno.

Warner Village - E' il parcheggio della multisala, che funge da scambiatore durante la settimana. E' collocato benissimo, alla fine della FI-PI-LI, ma malissimo servito dai mezzi pubblici. Si fosse fatto arrivare la tramvia fin lì avrebbe potuto essere il primo parcheggio scambiatore funzionante di Firenze. E invece...

Villa Costanza - Scandicci - Ottima idea: un parcheggio scambiatore presso il capolinea della linea 1 della tramvia; accessibile direttamente dall'autostrada. Bello, peccato che pare per il momento non sarà realizzato. Avrei anche voluto conoscere i costi, ma su questo non è possibile dir nulla essendo tutto sospeso.

Nella foto: nel Regno Unito i parcheggi scambiatori sono chiaramente indicati fin dalle autostrade

1 commento:

Fabio ha detto...

Un'ottima analisi. L'integrazione tariffaria e l'interscambio con i mezzi pubblici sono fondamentali